“un deux trois quatre… mil et un Viet-nam!!!”
(motto francese)
“ie ie ie ieeee”
coro degli Eroi
Pioggia scrosciante, meteopatia a manetta. Torno a baita da una due giorni oltremodo devastante e come se non bastasse il mal di testa del caso si somma al mio male di vivere (con derive anarconaziste) la lettura del Quotidiano. Gli stranieri son tutti delinquenti e puzzano di cipolla (questo è vero) e a detta di quel pezzo di merda di Bossi dobbiam liberarcene al più presto “che Noi mica emigravamo per ammazzare”. Di fatto da qualche anno gli omicidi compiuti da mano straniere che già rappresentavano un’esigua minoranza del totale son di molto diminuiti mentre ogni dieci giorni circa qualche compatriota squarta moglie figli o vicini di casa. Ma mica se ne parla troppo di ste cosa che la gente sta volando fuori, sempre più vuota ed alienata, e così scendiam per strada a far le ronde che sennò come fai a fidarti a lasciare uscire la tua figlioletta di sabato sera per andare a mangiar una pizza con le amichette. Un minimo di senso critico: quella fantastica creaturina quattordici-quindici-sedicenne ha già ciucciato kilometri di picio, rischiato il coma etilico, dato via il culo al Suono in cambio di una ricarica del cel e fatto una sega ad un marocchino per un deca di fumo. Il leghista medio è per altro pure puttaniere con evidente predilezione per negre obese e scarnificate da area industriale o atleticissime minori albanacchie o tettone sudamericane che muovono il bacino come un uragano, quindi boh, ci vorrebbe un Freud per capirci qualcosa, anche se giudeo. Oppure anche solo un nostro psicanalista con la bella laurea plastificata trovate nelle patatine in un distributore a caso di quelli presenti nei nostri patrii atenei-cepu. Non so dove volessi andare a parare. Certamente quelli della Sega non mi stan simpatici per niente, nessuno. Anzi, mi fan proprio schifo, pure più dei negrebbrei, e se dipendesse da me li ammazzerei ma non è il ’77 e nessuno più gira con la pistoletta in tasca pronto a far la rivoluzione o quantomeno a fare un po’ di giustizia, che dove la legge non rispetta più la giustizia son sempre i fuorilegge che fanno trionfare quest’ultima a revolverate. Magari qualcuno comincia. Sicuramente non Giorgio Canali, che è troppo indaffarato a bere ettolitri di pastis e spaccare il culo coi Rossofuoco (che infiammano gli animi della platea anche se mi dan l’impressione di essere un po’ pompieri, ultrabravi ma un pochino ipocriti, but it’s the showbusiness baby…).
Va be, inversione, grazie al navigatore, un pochetto contromano, visioni fumogene e voglie insoddisfatte.
Ieri l’altro partenza per San Daniele del Friuli, ad accompagnare gli Eroi (nuovo ed intrigante duo di musicisti lapponi, uno magro e nano l’altro con due braccia gigantesche, che si sta guadagnando ampio consenso da parte di un pubblico eterogeneo, perlopiù composto da tossici ed alcolizzati).
Prima tappa l’Over the Noise festival, rockpunkhardcore in mezzo ai campi vicino al rio Tagliamento (che nessuno di noi ha visto). Un’afa atroce, col rischio della pioggia, e il peggior gruppo che io abbia mai visto (Cattive Abitudini), assolutamente da prendere a sassate. Della brigata, composta oltre al sottoscritto e al gruppo di cui sopra, facevano parte pure la biondissima tabagista di proprietà del forzuto e un paio di fulminati (F. et G.), che si sono incaricati di non farmi soffrire affatto l’astinenza forzata da thc e di non lasciarmi a bere solo. Trasferta piacevolissima, deliri vari e ricomparsa di un dolore osseo non indifferente nei pressi del mio costato sinistro. Bravo il gruppetto nirvanico.
L’indomani (cioè ieri) dopo esserci separati dai due roadies (grazie ancora ragazzi…ve ne devo una…boom), caricata la macchina coi nostri corpi oramai cadaveri, ampli, chitarre e paglie ci siam diretti a Zevio, in provincia di Verona, per un’altra eroica prestazione. Zevio è un bel paesino, praticamente deserto, e il GooseFest è una figata totale. Organizzato nel castello-municipio invaso da oche e tartarughe, m’ha fatto provare per la prima volta l’ebbrezza del backstage. Il bisogno di una doccia, a quanto pare impossibile da soddisfarsi, è stato soprasseduto da precisi accordi riguardanti l’ingente e continua presenza di alcol nel piccolo frigorifero allestito per le stars. Non sto a dire tutto. Gli Eroi han suonato bene e anche se non eccelsi il pubblico ha apprezzato. Pota, il fatto è che il pubblico non conosceva tutti i retroscena della trasferta sennò avrebbe apprezzato ancor di più. Basti dire che l’autista ha alternava sigaretta e birra nell’unica mano che gli rimaneva libera visto che con l’altra si grattava il pacco un casino. Come si abbia fatto a non sbandare non lo so, ma tornerò in seguito sull’argomento.
Dopo di loro si sono esibiti gli Elettrofandango (che son veramente bravi, una portata devastante, in rete ci sarà qualcosa credo, e provano a mischiare letteraturamalata videoassassini musicacoicontrocoglioni spero di riuscire a vederli al più presto da queste parti perché meritano, anche se son difficili come progetto che seguire suoni parole ed immagini mica è facile e solo se hai gli emisferi cerebrali un attimino agili ce la fai, che sarebbe utile sforzarsi un po’ invece di rivedere le solite tre-quattro-due facce che infestano più di prezzemolo ed ortiche le nostre serate camune ).
Ultimi della serata, Giorgio Canali e i Rossofuoco, in Nostra Signora della dinamite Tour. Che dire. Bravissimi. Io pensavo fosse una cosa mezzo pacco, tipo che canali c’avrà pure un glorioso passato cccp csi et litfiba ma che ne so io, è vecchio pretenzioso (in effetti se la tira un po’). Però spacca il culo, non ostante evidenti modernismi che immagino essendo lupo vecchio il G.C. abbia scelto volontariamente per vendere più copie.
Sa come tenere il palco, urla più di molti punk ventenni, suonano da dio e le canzoni son pregevoli. ‘nsomma bravi bravi bravi. Che se poi non han voluto fare un’eroica foto con dei balander, cazzi loro. Quando gli Eroi finiranno su qualche patinatissima rivista internazionale di musica se ne pentiranno, sempre che non sian già morti prima (ol nono ol ga i dech de madreperla con deter la cocaina, ol maia mai e ol bef sempre---ihihihih)
Ritorno improbabile e pericoloso con lo smilzo dai polpacci d’acciaio a pigiar l’acceleratore, un fermo poliziesco andato liscio come l’olio (che se ero io alla guida ciao…buttavan via la chiave) e qualche colpo di sonno. Oggi risveglio e via. Se stasera non sapete che fare vi consiglio la mostra mercato di Bisogne, con soliti concertini vanguardisti di basso livello tipo Angoscia Brothers, Kamal il biondo etc etc Etciù!!!
Bonk, bene, basta. almeno per oggi dico.